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Il comune di Candia Canavese appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Storia

Candia, con i suoi cento tetti di cotto si adagia sulle pendici del Monte Santo Stefano, ultima propaggine collinare dell'anfiteatro morenico d'Ivrea, nel Basso Canavese.
Il monte, alto sopra tutti i rilievi intorno, offre un panorama maestoso, da una parte aperto sulla pianura padana con le colline del Monferrato, i colli di Superga e della Maddalena sopra Torino e in fondo il Monviso nelle Alpi; verso nord, dall'altra parte, il paesaggio verde del Canavese con la Serra dritta che somiglia al mare, in fondo ancora la Alpi del Mombarone e del Gran Paradiso. Per il Canavese Candia è la porta di casa. Nella conca che apre alla pianura della Dora Baltea: il lago, residuo di antichi ghiacciai; le acque rallegrano colline con alberi, che numerosi si raggruppano in boschi e si snodano in filari circondando teneri prati, frutteti fioriti e pergolate vigne.
Sulla fertile pianura, serpeggiata da strade bianche, il disegno geometrico delle pezzature dei campi. Il paesaggio quieto e riposante cancella con piacevole dolcezza ogni ricordo di bellicosi passati.
Candia fin dalle origini fu teatro di aspre lotte: durante i secoli XIII e XIV il vescovo Conte di Ivrea, il Marchese di Monferrato ed il principe di Acaja si contesero il dominio su questa terra.
Con l'autunno del Medioevo i Marchesi del Monferrato consolidarono qui la loro Signoria durata poi fino alla pace di Cherasco del 1631; dopo regnarono i Savoia ormai sovrani di tutto il Piemonte.
Le cronache dal '300 al '600 narrano i continui assedi, incendi e distruzioni del territorio e del borgo di Candia.
Patria di gente forte e tenace, Candia nel Canavese, ha trovato nella terra e nel lago le risorse della sua sopravvivenza. I suoi vini: l'Erbaluce e il Passito hanno una fama secolare; i pesci del suo lago: tinche e lucci furono apprezzati sui mercati delle vicine città fin dal '700.
Un sistema di conservazione del pesce in profondi pozzi, colmati di ghiaccio durante l'inverno consentiva agli ingegnosi pescatori di Candia il commercio del pesce due secoli prima dell'invenzione dei surgelati.
La gente di oggi continua gli antichi lavori di sempre: qui la tradizione non muore. Il passato è presente nelle vecchie case semplici e severe dell'antico borgo, nelle chiese umili e devote, nell'antica torre in cui regna uno spirito fiero e cortese di tramontati tempi feudali che, sentinella solitaria, saluta di lontano chi si avvicina a Candia. (M.L. Pachiè)


Tratto da: http://www.metropolis.it/comuni/storia.asp?ID=1050